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sanremo

 

Is one of the most beautiful and famous cities of the Liguria, situated in the stupendous Riviera dei Fiori. Surrounded by a rich mediterranean vegetation and by sweet hills, with the beautiful seashores shaded by palm trees, the turists are welcomed in a pleasant manner and with great hospitality. The climate is temperate all year round, there are also many events in every period of the year such as the Festival of the Canzone Italiana (Italian Song). Sport and entertainment: numerous are the sportive equipment; golf courses, mini-golf, tennis courts, soccer fields, target shooting, horse back riding, baseball and basketball, indoor and outdoor swimming pools, sailing, windsurf, canoeing and water skiing school. During the year: world competitions of cycling, automobile, boating, with regattas, boxing matches and international tournaments. An obligated stop for those who love having fun is at the famous Casino, and also the center puts at disposition numerous boutiques, theaters, movie theaters, and night clubs.

 

 

 

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Sanremo is known everywhere as the flower capital, and its numerous gardens are the most obvious proof of this. Well-tended flower beds, very rare flowers and Japanese gardens are some of the main attractions of the town which every year is host to the most important Italian musical event. But Sanremo is not only flowers and music. It has many other attractions. Cultural ones, first of all, because Sanremo is home to an important Civic Museum housing prehistoric and Roman remains found in the area.

The Sanremo Casino, is not only famous for its gambling rooms but also puts on high class cultural events, welcoming the most famous authors of world literature onto the stage of its theatre, with texts interpreted by first class actors. But Sanremo also means the sea, that wonderful Ligurian sea that mirrors the eternal fascination of so many beautiful places.

 

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La Chiesa Ortodossa Russa di San Remo

Storia dell’Opera

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    Chiesa russa     Fu la zarina Maria Aleksandrovna, moglie di Alessandro II, ad inaugurare la consuetudine dei soggiorni in riviera dei russi, trascorrendo a San Remo l’inverno tra il 1874 ed il 1875. In segno di riconoscenza fece dono alla città che la ospitò dei palmizi per il lungomare: le autorità cittadine in segno di gratitudine le dedicarono il viale, chiamandolo  Corso Imperatrice, nome che conserva tutt’oggi.

        Alla corte sanremese della zarina trascorse il suo ultimo inverno lo scrittore A. K. Tolstoj (lontano parente di Leone Tolstoj) dalle cui lettere possiamo conoscere l’atmosfera della vita dei russi sulla Riviera italiana.

        Sull’esempio della zarina cominciò a trascorrere le stagioni invernali a San Remo l’aristocrazia russa, compresi i membri della casa imperiale. Il granduca Aleksej Michajlovic, malato di tubercolosi, vi venne per curarsi nel 1895 e vi morì a soli vent’anni (è sepolto nella cattedrale dei Santi Pietro e Paolo a Pietroburgo). Negli anni ’90 del secolo scorso soggiornò a Villa Flora il granduca Sergej  Michajlovic, a cui successivamente, come anche alla zarina Maria Aleksandrovna, fu scritta la prima idea della costruzione della Chiesa russa.  Molte famiglie aristocratiche, come ad esempio gli Olsufev, gli Seremetev ed i Demidov, possedevano ville per trascorrere l’inverno in Riviera. Molti russi malati di tubercolosi scelsero San Remo come luogo di soggiorno.  In città sorsero un bagno, un forno e una farmacia russi.

        Verso la fine dell’800 l’idea della costruzione della chiesa prese definitivamente corpo tra i membri della Colonia Russa, ma il progetto si trascinò a lungo a causa dell’assenza di mezzi economici. Fino al 1908, quando fu consacrata la cappella russa nel cimitero, le Liturgie talvolta si svolgevano in alcune chiese private, come nella villa della signora Strekalova (Villa Gloria) e nell’edificio di Via Roma 22. Solo nel 1910 sorse il Comitato di sorveglianza (in seguito, di Costruzione) con a capo l’ex procuratore capo del Santo Sinodo, il senatore V.K. Sabler, che nel 1882 aveva trascorso sei mesi a San Remo per curarsi. Secondo le sue parole egli “ aveva visto di persona quanto fosse necessaria la chiesa in una città visitata da molte migliaia di malati”. Sabler nel 1911 divenne di nuovo Procuratore capo del Santo Sinodo e la faccenda ricevette una notevole spinta.
         Con sommo Decreto del 12 marzo 1912 l’Imperatore Nicola II approvava il Comitato di San Remo e permetteva “di condurre ovunque in Russia la raccolta di offerte”; egli stesso vi contribuì con duemila rubli.

         Il Comitato era composto da sacerdoti russi, diplomatici, membri della colonia, possiamo citare ad esempio il vescovo Vladimir Putiata, pastore negli anni 1907- ’11  di tutte le chiese russe all’estero, l’arciprete Nikolaj Akvilonov, rettore di Mentone, l’ambasciatore a Roma A.N. Krupenskij, il console generale a Genova principe A.A. Gagarin, la contessa E.T. Olsufeva, gli architetti A.V. Scusev, P. Agosti, A. Tornatori, il sottoprefetto P. Bodo, il sindaco di San Remo A. Natta-Soleri, il direttore della Società Bancaria Italiana F. Debreaud .

         Vice presidente fu eletto il conte B.S. Seremetev, che risiedeva stabilmente a San Remo, sebbene anima e organizzatore di tutta l’impresa fosse il conte V.I. Tallevici, di famiglia russo-rumena. Inoltre il conte Tallevici e sua moglie prestarono al Comitato un’ingente somma di denaro, che permise di portare a termine i lavori.

         Le autorità locali assunsero un atteggiamento di benevola comprensione verso il progetto russo e promisero perfino di fornire il terreno per la costruzione, anche se poi non se ne poté far nulla. Il Comitato individuò un bellissimo appezzamento di terreno in centro città, di fronte alla stazione ferroviaria e, simbolicamente, all’inizio di Corso Imperatrice; nel Maggio 1912 con i diciottomila rubli raccolti il Comitato lo potè acquistare, intestandolo al conte Tallevici. Lo schizzo della costruzione fu fatto dall’architetto A. V. Scusev, che era divenuto celebre come esperto dell’architettura religiosa russa. In quel periodo poteva vantare il restauro dell’antica cattedrale a Ovruc e la costruzione a Mosca del convento di Marta e Maria. Quasi sicuramente era stato interessato al progetto di San Remo da Maria Suchanina, sua cugina, che risiedeva in Riviera. In epoca sovietica Scusev  fece poi  una carriera strabiliante, iniziandola con la costruzione del mausoleo di Lenin.  A San Remo egli non fu mai presente e tutti i disegni di cantiere furono eseguiti da un architetto del luogo, l’Ing. Pietro Agosti, con la collaborazione dell’Ing. Antonio Tornatori. L’Agosti elaborò e presentò il progetto definitivo per l’approvazione delle competenti autorità italiane, seguì la costruzione e a buon diritto quindi può essere considerato il costruttore principale dell’opera. L’architetto faceva anche parte della locale giunta comunale e dopo la sua morte gli fu dedicata una via, Via Pietro Agosti.

         La prima pietra fu posata il 26 novembre (9 dicembre) da padre Nikolaj Akvilonov di Mentone, alla presenza di numerosi sanremesi. Dopo la posa della prima pietra il Comitato lanciò una raccolta di offerte (“cattolici, luterani, battisti, valdesi,  hanno le proprie chiese sulla Riviera italiana, quando invece….”) ma di denaro ne arrivò ben poco.

    Verso la fine del 1913 la costruzione era completata solo a grandi linee, ma “per non lasciare senza il conforto della preghiera i compatrioti che erano giunti per questa stagione”  fu deciso di consacrare la chiesa e di iniziare a celebrarvi la Liturgia. Il Santo Sinodo inviò a San Remo il vescovo Vladimir,  che il 10(23) dicembre, in concelebrazione con il clero russo di Nizza, Cannes, Mentone e Roma celebrò la Liturgia di consacrazione della chiesa, alla presenza del corpo diplomatico russo e della Colonia Russa. Durante la prima Liturgia nei Kliros cantarono due cori russi, quello di Nizza e quello di Mentone.

        La chiesa fu dedicata a Cristo Salvatore, a Santa Caterina martire e a San Serafim di Sarov, da poco canonizzato, mentre inizialmente era stato proposto di consacrare la chiesa unicamente a Cristo Salvatore, come ancor oggi abitualmente viene chiamata.

        I rappresentanti del clero anglicano e protestante vennero a congratularsi con la comunità russa, mentre i sacerdoti cattolici non potevano prendere parte a  queste iniziative. Dopo la consacrazione della chiesa il Comitato diede un “pranzo russo” di gala all’Hotel Savoy, durante il quale fu composto ed inviato un telegramma d’ossequio allo zar Nicola II, che si trovava a Levadija, in Crimea.

        La nuova chiesa fu ascritta all’eparchia di San Pietroburgo tra le “estere dei luoghi di cura”. Primo rettore di San Remo divenne lo ieromonaco della Lavra di S. Alessandro Nevskij p. Varsonofij. Informazioni per ogni necessità venivano date dal sacerdote di Mentone p. Nikolaj Akvilonov, che seguiva i primi passi  della comunità russa di San Remo. A Pietroburgo della costruzione della nuova chiesa si occupava San Veniamin Pietrogradskij, allora vescovo di Gdov, vicario dell’eparchia (fu ucciso nel 1921 e proclamato santo nel 1992).

The Russian Church


alberghi The Russian Orthodox Churc was built in 1910 by the Russian colony which was then very large in San Remo.

It was consacreted in 1913. The site upon whic it stands dominates the Largo Nuvoloni at the beginning of the Imperatrice Promenade. It is a building rare in Western Europe and unquestionabily the most photographed edifice in the city.

The Church was designed by the Russian artist Chousseff, but it was architecte Pietro Agosti, a native of San Remo, to whom the work was enstrusted.

The base of the Churc is square and the elevation in Byzantine style, with windows, arches and inlaid columns, recalling a small corner of the faboulous East. The structure is surmonted by five onion-shaped cupolas and a lateral spire faced with gold mosaics and multicoloured enamels. The chromatic effect is particularly striking at night when coluored ligthing lends greater emphasis to the constrasting features.

Inside the Church, painting and icons of fine workmanship adorn the walls on either side of the altar and behind it. In the subterranean crypt the remains of King Nicholas the First and his consort, Milena, the last reining monarchs of the Kingdom of Montenegro, and their daughters, lay buried from 1921 to 1989. At the express wish of the Government of Montenegro, Yugoslavia, they were then taken back to their native land.

 

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