Distanze:

Sanremo a 18 Km.. Montecarlo a 18 Km... Nizza 35 Km...... Genova 160 Km

 

 Da Visitare:
il Castel d'Appio, le Caverne e Museo Preistorico dei "Balzi Rossi", i Giardini Botanici Hanbury (
The Hanbury Botanical Gardens), Museo Archeologico, Anfiteatro Romano, La Cattedrale, Porta Canarda (XIV sec.), la Città Vecchia.

Ventimiglia     La Porta Occidentale d'Italia   

L’area Intemelia è la "porta occidentale d'Italia": la Natura in questo caso ha sempre condizionato la politica. Il confine naturale e già descritto, senza ombre di dubbi, da Strabone e da Plinio i1 Vecchio. Le Alpi, con una discesa acrobatica, aprono un varco lungo la costa, lasciando libero un passaggio per 1'uomo, che ne ha sempre approfittato, A prima vista ci si rende conto d'essere in un "topes" con un destino ben preciso. La natura cambia, si modifica il paesaggio, è multiforme la vegetazione. La presenza dell'uomo e la sua opera sono costanti. Un occhio al mare e un occhio alla terra. Il passato si confonde con il presente e con il futuro. La "porta" è un segno fisso, un segnale di riconoscimento. Ma è una porta sempre spalancata. Il movimento accresce la bellezza, ma l'apparente disponibilità e il facile accesso intrigano di curiosità e di mistero. E la bellezza aumenta perché si tinge di fascino.  

 

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GROTTE PREISTORICHE "I BALZI ROSSI"

 

     Le Grotte dei "Balzi Rossi" o di Grimaldi formano uno dei più importanti complessi di giacimenti preistorici che esistano in Europa. Queste Grotte, distribuite in un breve tratto tra Mentone (Francia) e Ventimiglia {Italia), si presentano come cavità più o meno ampie e dalla volta spaziosa e come grandi fenditure verticali che, a breve distanza dalla spiaggia e sopraelevate di qualche metro sul livello del mare, si aprono nella parte rocciosa, strapiombante, dal colore rossastro a cui si deve il nome della località 8alzi Rossi. Vi si accede raggiungendo la frontiera di Ponte San Ludovico ed in prossimità della “Spiaggia degli Smeraldi”. I primi lavori di scavo eseguiti con un certo rigore scientifico, furono effettuati dal Principe di Monaco Florestano I ne1 1846 che raccolse resti scheletrici di animali poi inviati a Parigi. Successivamente, nel 1854, lo scienziato francese GRAND effettuò scavi e ricerche per quattro intere stagioni, rinvenendo importanti relitti paleontologici. Altri ancora, come lo svizzero FOREL nel 1858, PERES e GENY dal 1862 al 1871, MOGGRlDGE nel 1864, CHANTRE e BROCA nel 1868, proseguirono nei lavori di scavo. Solo nel 1870 EMILIO RIVIERE iniziò l’esplorazione con metodo e serietà di gran lunga superiori ai suoi predecessori. I suoi lavori portarono a scoperte molto interessanti tra cui il ritrovamento di scheletri umani completi. Nel 1883 il prof. LEONE ORSlNI di Ventimiglia compie importanti esplorazioni nella BARMA GRANDE e deposita il materiale raccolto presso il Museo Geologico di Genova. 

         Nel 1892 ABBO, proprietario della Grotta più ricca di reperti la BARMA GRANDE, scoprì numerosi scheletri umani, alcuni dei quali lasciati al posto di ritrovamento nella grotta stessa. II copioso materiale rinvenuto si trova ora nel Museo annesso alle Grotte di Grimaldi, opera fondata dal mecenate e benefattore di Ventimiglia Sir Thomas Hanbury. Fu solo nel 1892, grazie all'opera del Principe ALBERTO I di Monaco {al cui nome sono legate grandi istituzioni scientifiche come il MUSEO OCEANOGRAFICO di Monaco e l'ISTITUT DE PALEONTOLOGIE HUMAINE di Parigi) che è stato possibile in virtù della particolare metodica dei giacimenti, la loro cronologia e i tipi di civiltà preistoriche che vi lasciarono le loro tracce. II materiale ritrovato e oggi conservato nel MUSEO Dl ANTROPOLOGIA PREISTORICA di Monaco, anch'esso fondato dal Principe. La BARMA GRANDE, ove fu scoperta la "triplice sepoltura" ed i resti dell'uomo di Cro-magnon, conserva tracce inequivocabili degli avvenimenti d'ordine naturale che si sono susseguiti nell'era preistorica. Ad esempio, sul fondo delta grotta giacciono in grande quantità sabbia e conchiglie. Tra queste conchiglie spicca la "STROMBUS BUBONIUS", un gasteropodo proprio delle coste del Senegal, che non esiste più nel Mediterraneo. Segno evidente che in quel periodo regnava nella regione un clima caldo e cioè "interglaciale".

 L'uomo entrò nella grotta successivamente prendendone possesso solo dopo il ritiro delle acque e quindi in un periodo più temperato. Conseguentemente, negli strati depositatisi sui fondo della grotta, furono ritrovati chiari indizi della presenza dell'uomo: strumenti di pietra, grossolani scheggioni ritoccati dal lavoro dell'uomo ed ossa di animali spezzate, residuo dei pasti di quei trogloditi. La GROTTA DEL PRINClPE cosi chiamata in onore del Principe di Monaco, che ne fu il principale esploratore, negli strati inferiori presenta le stesse caratteristiche della BARMA GRANDE.

              Sono stati ritrovati i resti di una fauna di tipo tropicale come L'ippopotamo e l'elefante antico. Risalendo gli strati dal basso in alto, si perdono le tracce degli animali adatti ai climi caldi e si scoprono resti di animali tipici ed adatti ai climi rigidi, segno evidente del sopraggiungere di una glaciazione. Infatti sono state trovate tracce di ermellino, marmotta, permice delle nevi e successivamente della renna e del Mammuth. LA GROTTA DEI FANCIULLI prende il nome dalla scoperta che il RIVIERE vi fece di due scheletri di fanciulli inumati nel deposito. Detti scheletri furono acquistati dall'Istituto Cattolico di Parigi e li sono tutt'ora conservati. Negli strati superiori sono state trovate tracce del rinoceronte di Merck, del leopardo e dell'orso delle caverne. Gli scavi effettuati dal Principe di Monaco portarono alla esumazione, nella parte più alta del deposito, di un primo scheletro circondato da una grande quantità di conchiglie marine. Si tratta dei resti di una donna, piccola di statura, la quale presentava qualcuno dei caratteri della razza di CRO-MAGNON pur non potendosi classificare in questo tipo umano. La “GROTTA DEL CONTE COSTANTINI” è cosi chiamata in onore dell'illustre mecenate, fondatore e primo Presidente dell'ISTITUTO ITALIANO Dl PALEONTOLOGIA UMANA. Detta grotta venne alla luce durante i lavori di scavo della grotta dei Fanciulli. Il suo ingresso era completamente mascherato da un cumulo di detriti. Di dimensioni più piccole, diede alla luce resti di animali di clima freddo e strumenti del Paleolitico superiore. La “GROTTA DEL CAVIGLIONE” si apre nella parete rocciosa in forma di fenditura verticale. Venne esplorata dal Riviere il quale trasse dal suo giacimento uno scheletro umano della razza CRO-MAGNON, scheletro che si conserva attualmente nel MUSEO Dl STORIA NATURALE di Parigi. Gli scavi dimostrano che alla grotta del Caviglione esisteva, come ai Fanciulli od alla Barma Grande, la sovrapposizione di strati di età assai diversa. La “GROTTA Dl FLORESTANO” così chiamata in ricordo di FLORESTANO I, Principe di Monaco che, verso la metà del seco!o scorso compì degii scavi. L'ABATE DI VILLENEUVE la trovò completamente svuotata dal suo deposito. Altre grotte minori sono il RIPARO LORENZI, il RIPARO MOCHI ed il BALZO DELLA TORRE. II museo dei BALZI ROSSI, come ricordato, fu costruito nel 1898 da Sir THOMAS HANBURY per raccogliere, ed esporre al pubblico i materiali che i proprietari della Grotta, i fratelli ABBO, andavano estraendo fra il 1892 ed il 1900. Il Museo, in seguito agli eventi bellici della seconda guerra mondiale, subì gravi danni, ma venne ricostruito ed ampliato nel 1953/54 ad opera dello Stato Italiano che ne divenne proprietario per la donazione voluta dalla Società Balzi Rossi.  

 


On Friday

Local Market

 

"Il Mercato del Venerdì"

 

The "Local market" is one of the greatest and most important in Italy and take is place all day  Friday in the center of the town. Tourist arrive by coach in the morning from the south of France

Il mercato cittadino è tra i più grandi ed importanti in Italia e si svolge tutti i venerdì per l'intera giornata. Ci puoi trovare dagli alimentari al vestiario, i turisti giungono in città gia dal mattino, soprattutto dal sud della Francia con pullman e viaggi organizzati.

 

info@lariserva.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  Liguria

Riviera dei Fiori

Liguria is a perfect place for your holidays: there, you will see the most beautiful sunsets, swim in the Mediterranean sea, discover enchanting views. Just think of the names of the places you can visit: Golfo Paradiso, Golfo dei Poeti, Portovenere, Riviera dei fiori, Riviera delle palme... If you appreciate the quiet, if you like spending your holidays with your family, if you love nature and enjoy a mild climate, you must come to Liguria. There, you will also find art, culture, small villages and towns full of history. Last but not least, you will be able to taste its lovely and simple cuisine, where basil and fish are the main ingredients. Have you ever tried trofiette with pesto, buridda, or focaccia?

  Ventimiglia

Extended between Riviera dei Fiori and Costa Azzurra, constitutes the flowered entrance door to Italy. The City is divided in two parts: one modern, active center of the flower market; and one antique, full of medieval fortress ruins. The exotic gardens of the Hambury Villa have to be visited, with their rare plant species and their antique sculptures, history and centuries-old traditions.

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Balzi Rossi Caves

- Grimaldi - 

The entrances to the Balzi Rossi system of caves, of enormous prehistoric importance, open in the sheer limestone cliffs at the Ponte S. Ludovico frontier post. Man was present here from the time of the Riss glaciations (which began 240000 years ago) until the Mesolithic. Experts have succeded in pinpointing dwellings and examining the numerous burials dating to the Upper Paleolithic, together with thousand of objects, tools, animal remains and primitive art forms. The Grotta del Principe yelded a fragment of thing bone belonging to a pre-Neanderthal woman who walked erect. This is the oldest human fragment ever found in Italy.

   The famous "triple burial", the skeletons of a Cro-Magnon adult male, girl and young boy, was discovered in the Barma Grande. These and other finds (including the reproduction of the beautiful real-life figure of a horse from the caverna del Caviglione) are on view in the Museo Nazionale dei Balzi Rossi (tel. 0184-38113), open 9-13, 14,30-19,30 (closed Mondays). Guided tours of the caves every 3/4 of an hour, weather conditions permitting.

 


 

Ventimiglia Western door of Italy

The Intemelian area is the "western door of Italy": nature in this case has always conditioned politics. The natural border was already described, without any doubt, by Strabo and Plinius the Old.

The Alps, with an acrobatic descent, create a passagc along the coast, clearing an opening for men who have always taken advantage of it. At first sight you realize that you are in a "topos" with a precise destiny. Nature changes, the landscape modifies, vegetation is multiform. The presence of men and their work is constant. One eye on the sea and one eye on the land. The past mixes with the present and the future. The "door" is a fixed sign, a signal of identification. But it is always a door, open-wide. Movement increases the beauty, but the apparent availability and the easy access entangle curiosity and mystery. Beauty increases because it is tinged with fascination.


THE CASTEL D' APPIO CALANCHI

A short convenient deviation across the road to S. Lorenzo leads from the Ventimiglia coast up to Castel d' Appio (343 m), an interesting panoramic point. When the road reaches the ridge, it becomes flat and, Just below road level, a number of calanchi (badlands) can be seen in the direction of Latte. These are typical forms of erosion of the Pliocene clay soils caused by rainwater run-off, leading to the formation of deeply gouged gullies separated by sharp crests. On this bare yellowish clay modelled into shape vaguely like towers and pinnacles, the vegetation dominated by Aleppo pine, the only true coloniser of such formations, struggles uphill. Taken as a whole, this is both a pitturesque sight and a curiosity, also of scientific interest. A few yard away, visitors can admire the ruins of the castle that gaves its name to the place: a citadel rebuilt by the genoese in the 13th C on the remains of previous fortresses, the earliest dating to pre-Roman days.


THE ROCK WALLS OF ROVERINO

Travellers on the motorway across the Italy-France border at Ventimiglia cannot help but be struck by the majestic beauty of the rock faces immediately east of the town, dominating Val Roya with their characteristic forms of erosion. These great bastions, formed in the Pliocene, consist of conglomerate, sedimentary rock in the shape of rounded stones cemented together. In this istances, the clasts, ie. the constituent fragments, are limestone and sandstone, held together by a calcareous cement. The splendid contrast of rocky buttresses and dark Mediterranean vegetation that covers them, shrub and sparse low bushes (garigue), arousses curiosity and attracts the visitors. With due care, the summit can be reached by taking one of the numerous paths that lead off from Ciaixe or Case Magauda, along the road linking Val Roya and Val Nervia, or by the Alta Via dei Monti Liguri. The enthusiastic botanist should not forget that that these rocky places are the habitat of the horehound Ballota frutescents, a very rare and interesting spiny shrub of the Labiate family, which flowers at the end of June. The whole area is a relatively intact habitat, ideal for the survival of the now rare thermophile Mediterranean fauna.

 

THE GOUTA WOODS

The silver fir (Abies alba) together with the beech is a tree characteristic of the mountains in our region, where at one time it was more common. Due to the particular climate in the area the shots pine too groows in the Gouta Woods. In spots where conditions are favourable, some holm oak is olso found and the coexistence is generally frequent, in this area, of species with markedly varying ecological needs, a highly particular phenomenon, intensely interesting to naturalists. Gola di Gouta (restaurant, phone, snakebite serum) can be reached by tarmacadamed road from Pigna, passing rapidly from the valley floor to a typically montane environment. On leaving the car, visitors may continue on foot along one of the many path, towards Monte Scarassan or Margheria dei Boschi, in the dephts of a magnificent forest where silence is broken only by the woodpecker's persistent drumming. The extent of the forest has allowed it to remain the habitat of a large number of wildlife species, including outstanding elements, such as the eagle owl, important for their rarity and ecological function as predators.


THE ARGENTINA RIVER GORGES 

Beyond attractive Molini and Triora, along the beautiful Argentina valley, the visitors stopping at Ponte of Loreto on an ancient salt road has spectacular view of the upper reaches of the river. The water has carved a gorge 100 m deep, its limestone walls thick with fossil nummilite (protozoa) shells. This deposit has made it possible to date the rock to c. 45 million years ago (Middle Eocene). At the foot of the banks of rock (below road level), the river has exposed a much older substratum (a marmly limestone series formed during the Upper Cretaceous). Cima Marta and part of the main alpine chain are visible in the background. On the road beyond Creppo several hollows can be seen in the rock faces (often in relation to the surfacing of deep karst channels). Further up lies Realdo, the main centre of the Briga culture in Argentina Valley, perched in an extraordinarily picturesque position on a nummulite cliff. The many slate quarries in the valley are of great cultural and economic importance. Though inside galleries, these workings raise serious ecological and environmental problems linked to the waste heaps they create.


THE COLLA LANGAN HOLM OAK WOOD

Those travelling along Val Nervia on the road from Pigna to Colla Langan will notice that the upper slopes of the valley at a height of c. 1,200 m are mantled by dark thick woodland. this is holm oak, a decidedly unusual sight at this altitude. Purely from a natural-history point of view, this is altogether exceptional, the result of particular climatic conditions in the valley. The holm oak here, associated with a profuse series of mediterranean scrub species, has "climbed" to heights normally prohibitive for its climatic requirements. The contrast between this mediterranean landscape and the montane with larch and scots pine, in which the visitor is immersed after arriving at Colla Langan, not far away, is strong. Just before the Colla, a short turn-off to the left takes one to the Carmo Langan Botanic Garden has, for didactic purposes and conservation, collected abaut 200 species of maritime Alps wild flowers, together with other, imported alpine plants. The best time to enjoy the splendid display of flowers here is June and July.


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