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L’area
Intemelia è la "porta occidentale d'Italia": la Natura in
questo caso ha sempre condizionato la politica. Il confine naturale e già
descritto, senza ombre di dubbi, da Strabone e da Plinio i1 Vecchio. Le
Alpi, con una discesa acrobatica, aprono un varco lungo la costa,
lasciando libero un passaggio per 1'uomo, che ne ha sempre approfittato, A
prima vista ci si rende conto d'essere in un "topes" con un
destino ben preciso. La natura cambia, si modifica il paesaggio, è
multiforme la vegetazione. La presenza dell'uomo e la sua opera sono
costanti. Un occhio al mare e un occhio alla terra. Il passato si confonde
con il presente e con il futuro. La "porta" è un segno fisso,
un segnale di riconoscimento. Ma è una porta sempre spalancata. Il
movimento accresce la bellezza, ma l'apparente disponibilità e il facile
accesso intrigano di curiosità e di mistero. E la bellezza aumenta perché
si tinge di fascino.
GROTTE
PREISTORICHE "I BALZI ROSSI"
Nel 1892 ABBO, proprietario della Grotta più ricca di reperti la BARMA GRANDE, scoprì numerosi scheletri umani, alcuni dei quali lasciati al posto di ritrovamento nella grotta stessa. II copioso materiale rinvenuto si trova ora nel Museo annesso alle Grotte di Grimaldi, opera fondata dal mecenate e benefattore di Ventimiglia Sir Thomas Hanbury. Fu solo nel 1892, grazie all'opera del Principe ALBERTO I di Monaco {al cui nome sono legate grandi istituzioni scientifiche come il MUSEO OCEANOGRAFICO di Monaco e l'ISTITUT DE PALEONTOLOGIE HUMAINE di Parigi) che è stato possibile in virtù della particolare metodica dei giacimenti, la loro cronologia e i tipi di civiltà preistoriche che vi lasciarono le loro tracce. II materiale ritrovato e oggi conservato nel MUSEO Dl ANTROPOLOGIA PREISTORICA di Monaco, anch'esso fondato dal Principe. La BARMA GRANDE, ove fu scoperta la "triplice sepoltura" ed i resti dell'uomo di Cro-magnon, conserva tracce inequivocabili degli avvenimenti d'ordine naturale che si sono susseguiti nell'era preistorica. Ad esempio, sul fondo delta grotta giacciono in grande quantità sabbia e conchiglie. Tra queste conchiglie spicca la "STROMBUS BUBONIUS", un gasteropodo proprio delle coste del Senegal, che non esiste più nel Mediterraneo. Segno evidente che in quel periodo regnava nella regione un clima caldo e cioè "interglaciale". L'uomo entrò nella grotta successivamente prendendone possesso solo dopo il ritiro delle acque e quindi in un periodo più temperato. Conseguentemente, negli strati depositatisi sui fondo della grotta, furono ritrovati chiari indizi della presenza dell'uomo: strumenti di pietra, grossolani scheggioni ritoccati dal lavoro dell'uomo ed ossa di animali spezzate, residuo dei pasti di quei trogloditi. La GROTTA DEL PRINClPE cosi chiamata in onore del Principe di Monaco, che ne fu il principale esploratore, negli strati inferiori presenta le stesse caratteristiche della BARMA GRANDE.
Sono stati ritrovati i resti
di una fauna di tipo tropicale come L'ippopotamo e l'elefante antico.
Risalendo gli strati dal basso in alto, si perdono le tracce degli animali
adatti ai climi caldi e si scoprono resti di animali tipici ed adatti ai
climi rigidi, segno evidente del
sopraggiungere di una glaciazione. Infatti sono state trovate tracce di
ermellino, marmotta, permice delle nevi e successivamente della renna e
del Mammuth. LA GROTTA DEI FANCIULLI prende il nome dalla scoperta che il
RIVIERE vi fece di due scheletri di fanciulli inumati nel deposito. Detti
scheletri furono acquistati dall'Istituto Cattolico di Parigi e li sono
tutt'ora conservati. Negli strati superiori sono state trovate tracce del
rinoceronte di Merck, del leopardo e dell'orso delle caverne. Gli scavi
effettuati dal Principe di Monaco portarono alla esumazione, nella parte
più alta del deposito, di un primo scheletro circondato da una grande
quantità di conchiglie marine. Si tratta dei resti di una donna, piccola
di statura, la quale presentava qualcuno dei caratteri della razza di
CRO-MAGNON pur non potendosi classificare in questo tipo umano. La
“GROTTA DEL CONTE COSTANTINI” è cosi chiamata in onore dell'illustre
mecenate, fondatore e primo Presidente dell'ISTITUTO ITALIANO Dl
PALEONTOLOGIA UMANA. Detta grotta venne alla luce durante i lavori di
scavo della grotta dei Fanciulli. Il suo ingresso era completamente
mascherato da un cumulo di detriti. Di dimensioni più piccole, diede alla
luce resti di animali di clima freddo e strumenti del Paleolitico
superiore. La “GROTTA DEL CAVIGLIONE” si apre nella parete rocciosa in
forma di fenditura verticale. Venne esplorata dal Riviere il quale trasse
dal suo giacimento uno scheletro umano della razza CRO-MAGNON, scheletro
che si conserva attualmente nel MUSEO Dl STORIA NATURALE di Parigi. Gli
scavi dimostrano che alla grotta del Caviglione esisteva, come ai
Fanciulli od alla Barma Grande, la sovrapposizione di strati di età assai
diversa. La “GROTTA Dl FLORESTANO” così chiamata in ricordo di
FLORESTANO I, Principe di Monaco che, verso la metà del seco!o scorso
compì degii scavi. L'ABATE DI VILLENEUVE la trovò completamente svuotata
dal suo deposito. Altre grotte minori sono il RIPARO LORENZI, il RIPARO
MOCHI ed il BALZO DELLA TORRE. II museo dei BALZI ROSSI, come ricordato,
fu costruito nel 1898 da Sir THOMAS HANBURY per raccogliere, ed esporre al
pubblico i materiali che i proprietari della Grotta, i fratelli ABBO,
andavano estraendo fra il 1892 ed il 1900. Il Museo, in seguito agli
eventi bellici della seconda guerra mondiale, subì gravi danni, ma venne
ricostruito ed ampliato nel 1953/54 ad opera dello Stato Italiano che ne
divenne proprietario per la donazione voluta dalla Società Balzi Rossi.
On Friday Local Market
"Il Mercato del Venerdì"
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Liguria Riviera dei Fiori
Extended between Riviera dei Fiori and Costa Azzurra, constitutes the flowered entrance door to Italy. The City is divided in two parts: one modern, active center of the flower market; and one antique, full of medieval fortress ruins. The exotic gardens of the Hambury Villa have to be visited, with their rare plant species and their antique sculptures, history and centuries-old traditions. Balzi Rossi Caves - Grimaldi -
The famous "triple burial", the skeletons of a Cro-Magnon adult male, girl and young boy, was discovered in the Barma Grande. These and other finds (including the reproduction of the beautiful real-life figure of a horse from the caverna del Caviglione) are on view in the Museo Nazionale dei Balzi Rossi (tel. 0184-38113), open 9-13, 14,30-19,30 (closed Mondays). Guided tours of the caves every 3/4 of an hour, weather conditions permitting.
The Intemelian area is the "western door of Italy":
nature in this case has always conditioned politics. The natural border
was already described, without any doubt, by Strabo and Plinius the Old. The Alps, with an acrobatic descent, create a passagc along the coast, clearing an opening for men who have always taken advantage of it. At first sight you realize that you are in a "topos" with a precise destiny. Nature changes, the landscape modifies, vegetation is multiform. The presence of men and their work is constant. One eye on the sea and one eye on the land. The past mixes with the present and the future. The "door" is a fixed sign, a signal of identification. But it is always a door, open-wide. Movement increases the beauty, but the apparent availability and the easy access entangle curiosity and mystery. Beauty increases because it is tinged with fascination.
A short convenient deviation across the road to S. Lorenzo leads from the Ventimiglia coast up to Castel d' Appio (343 m), an interesting panoramic point. When the road reaches the ridge, it becomes flat and, Just below road level, a number of calanchi (badlands) can be seen in the direction of Latte. These are typical forms of erosion of the Pliocene clay soils caused by rainwater run-off, leading to the formation of deeply gouged gullies separated by sharp crests. On this bare yellowish clay modelled into shape vaguely like towers and pinnacles, the vegetation dominated by Aleppo pine, the only true coloniser of such formations, struggles uphill. Taken as a whole, this is both a pitturesque sight and a curiosity, also of scientific interest. A few yard away, visitors can admire the ruins of the castle that gaves its name to the place: a citadel rebuilt by the genoese in the 13th C on the remains of previous fortresses, the earliest dating to pre-Roman days.
Travellers on the motorway across the Italy-France border at Ventimiglia cannot help but be struck by the majestic beauty of the rock faces immediately east of the town, dominating Val Roya with their characteristic forms of erosion. These great bastions, formed in the Pliocene, consist of conglomerate, sedimentary rock in the shape of rounded stones cemented together. In this istances, the clasts, ie. the constituent fragments, are limestone and sandstone, held together by a calcareous cement. The splendid contrast of rocky buttresses and dark Mediterranean vegetation that covers them, shrub and sparse low bushes (garigue), arousses curiosity and attracts the visitors. With due care, the summit can be reached by taking one of the numerous paths that lead off from Ciaixe or Case Magauda, along the road linking Val Roya and Val Nervia, or by the Alta Via dei Monti Liguri. The enthusiastic botanist should not forget that that these rocky places are the habitat of the horehound Ballota frutescents, a very rare and interesting spiny shrub of the Labiate family, which flowers at the end of June. The whole area is a relatively intact habitat, ideal for the survival of the now rare thermophile Mediterranean fauna.
The silver fir (Abies alba) together with the beech is a tree characteristic of the mountains in our region, where at one time it was more common. Due to the particular climate in the area the shots pine too groows in the Gouta Woods. In spots where conditions are favourable, some holm oak is olso found and the coexistence is generally frequent, in this area, of species with markedly varying ecological needs, a highly particular phenomenon, intensely interesting to naturalists. Gola di Gouta (restaurant, phone, snakebite serum) can be reached by tarmacadamed road from Pigna, passing rapidly from the valley floor to a typically montane environment. On leaving the car, visitors may continue on foot along one of the many path, towards Monte Scarassan or Margheria dei Boschi, in the dephts of a magnificent forest where silence is broken only by the woodpecker's persistent drumming. The extent of the forest has allowed it to remain the habitat of a large number of wildlife species, including outstanding elements, such as the eagle owl, important for their rarity and ecological function as predators.
Beyond attractive Molini and Triora, along the beautiful Argentina valley, the visitors stopping at Ponte of Loreto on an ancient salt road has spectacular view of the upper reaches of the river. The water has carved a gorge 100 m deep, its limestone walls thick with fossil nummilite (protozoa) shells. This deposit has made it possible to date the rock to c. 45 million years ago (Middle Eocene). At the foot of the banks of rock (below road level), the river has exposed a much older substratum (a marmly limestone series formed during the Upper Cretaceous). Cima Marta and part of the main alpine chain are visible in the background. On the road beyond Creppo several hollows can be seen in the rock faces (often in relation to the surfacing of deep karst channels). Further up lies Realdo, the main centre of the Briga culture in Argentina Valley, perched in an extraordinarily picturesque position on a nummulite cliff. The many slate quarries in the valley are of great cultural and economic importance. Though inside galleries, these workings raise serious ecological and environmental problems linked to the waste heaps they create. THE COLLA LANGAN HOLM OAK WOOD Those travelling along Val Nervia on the road from Pigna to Colla Langan will notice that the upper slopes of the valley at a height of c. 1,200 m are mantled by dark thick woodland. this is holm oak, a decidedly unusual sight at this altitude. Purely from a natural-history point of view, this is altogether exceptional, the result of particular climatic conditions in the valley. The holm oak here, associated with a profuse series of mediterranean scrub species, has "climbed" to heights normally prohibitive for its climatic requirements. The contrast between this mediterranean landscape and the montane with larch and scots pine, in which the visitor is immersed after arriving at Colla Langan, not far away, is strong. Just before the Colla, a short turn-off to the left takes one to the Carmo Langan Botanic Garden has, for didactic purposes and conservation, collected abaut 200 species of maritime Alps wild flowers, together with other, imported alpine plants. The best time to enjoy the splendid display of flowers here is June and July. |
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